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Salve Care Moire, in
questo nuovo numero della Moirazine, la vostra Egle vi parla di musica. Ci
interesseremo del tempo in cui Bowie non era ancora tale e si aggirava
per la scena glam-rock con l’alter ego di Ziggy Stardust. |
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La prossima artista è l’immancabile Cher, altrimenti detta la “Luminosa”. Dopo
gli esordi in un concerto nel quale duetta con Bob Dylan, la nostra
inizia una sfolgorante carriera, prima a fianco del marito Sonny, e poi
da sola che la porterà a sfornare successi come gnocchetti. |

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Kate Bush ammaliò Davd Gilmour con la sua voce e la voce, unita alle sue ballate ai suoi testi, la contraddistinguono rispetto alla massa. Il
suo stile influenzerà generazioni di cantautrici, non ultima Tori Amos. |
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Con Siouxsie ci addentriamo nei meandri della musica goth, come si chiama ora, o new wave, come si chiamava negli anni in cui è nata e nei quali la vostra Egle l’ha conosciuta.
Siousxie si truccava pesantemente, diciamo che il modello “panda” è
sempre andato per la maggiore fra gli artisti depressevoli del periodo,
ricordiamoci di Robert Smith dei “Cure”, ma la nostra amava esaperare
gli occhi con un incarnato pallido, di rigore per il maledetto doc, e
infischiandosene delle sopracciglia ad ali di libellula. |
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Nina Hagen è eccessiva e kitsch in tutto. Ha
una formazione da cantante lirica, la vostra Egle azzarda un “mezzo
soprano”, figlia di Eva Maria Hagen, famosa in Germania, Nina si butta
quasi immediatamente sulla scena punk. |

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L’ultima artista della quale vi parlo è Lene Lovich; se state per escalmare “...e chi è?”, non sentitevi in imbarazzo. La
sua, rapida, fama inizia negli anni ’80, e termina anche in quegli anni,
con un brano che balzerà presto nelle vette delle classifiche; sto
parlando di “lucky number”. E con queste parole, care Moire, vi saluto e vi dò appuntamento al prossimo articolo. Vostra, Egle. |
