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Care moire, 

in questo numero la vostra Egle si occupa di cinema consigliandovi e descrivendovi alcuni film, per ora solo quattro, che ogni moira dovrebbe vedere.
Sarebbe facile per me attingere alla produzione bolliwoodiana ed enumerarvi pellicole che indubbiamente incontrano i gusti moirici, ma è più stimolante ricercare pellicole di indubbio gusto moirico fra la produzione occidentale.
Non si può iniziare la nostra trattazione senza citare “Cleopatra” il super colossal con l’indimenticabile e inaffondabile Liz Taylor, ma daremo la conoscenza di questo film come acquisita (... e se non l’avete ancora visto colmate immediatamente questa lacuna!).
 

              


Era il 1980, ma proprio spaccato, e usciva nelle sale cinematografiche d’oltreoceano il film “9 to 5” che, una volta varcato l’Atlantico, divenne “dalle 9 alle 5”.
Il film non potrebbe essere più anni ’80 neppure volendolo, l’abbigliamento e i pezzi di tecnologia, all’avanguardia al tempo delle riprese, che vengono sfoggiati nella pellicola inducono un attimo di nostalgia nelle moire con più esperienza sulle spalle.

Jane Fonda, che nel film sfoggia un paio di parabolici occhiali da vista, insieme con Lily Tomlin, fenomenale in versione Biancaneve mentre prepara il caffè, e Dolly Parton. moiricamente sempre eccezionale e creatrice dello splendido brano “9to5” nominato uno dei pezzi migliori sul lavoro, sono alle prese con un superiore misogino e sciovinista.
Alla prima occasione le nostre si vendicano del loro capo ingestibile sequestrandolo... ne segue una serie di scene meravigliose, dalla fuga dall’ospedale, ai marchingegni che le nostre si inventano per non farlo scappare.
Nel frattempo riorganizzano l’ufficio rendendolo più efficiente e più umano, tanto da meritarsi persino una menzione dal proprietario dell’azienda.
Il pregio di questo film, al di là di una trama davvero coinvolgente, sono i sogni ad occhi aperti delle tre impiegate sui vari modi che vorrebbero usare per vendicarsi del capo; vi consiglio di gustarvi la scena di ...ehm... rodeo della Parton.

Cosa c’è di moirico in questo film? Beh, ragazze...la trama, l’ambientazione anni ’80 e, ovviamente la Parton che, incredibile a dirsi, dati gli anni, sfoggia una cotonatura appena accennata; siamo ben lontani dai volumi raggiunti nei primi anni della sua carriera o in “fiori d’acciaio” (altra pellicola che, moire mie, vi consiglio caldamente)

Se non l’avete visto ponete subito rimedio.
 

                  


Il secondo film è semplicemente un capolavoro...sempre che vi piaccia Almodovar, ma in questa pellicola è semplicemente impossibile non apprezzarlo.
Tutti i film di Almodovar hanno un che di moirico, ma questo è sicuramente quello che più pone in luce aspetti cari alle moire.
Il film in questione è del 1988 e non poteva che essere “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”.

Il cast è semplicemente spettacolare: Carmen Maura, la splendida Julieta Serrano, Maria Barranco, Rossy de Palma e Antonio Banderas che all’epoca non era ancora sbarcato a Hollywood.
Carmen Maura lavora come doppiatrice e attrice di serie televisive, come la celeberrima “madre dell’assassino”, indimenticabile lo spot del detersivo “ecce homo”...ma va a finire che vi racconto tutto il film e devo limitarmi, insomma conosce quest’uomo affascinante del quale si innamora... peccato che sia sposato.
La moglie, non che madre del personaggio di Banderas, che sfoggia una acconciatura utilissima per spolverare il soffitto, è Julieta Serrano; donna di una certa età rimasta ferma, in modo più o meno consapevole, agli anni ’60 e che per tutta la durata del film sfoggia completi leopardati e tailleurs rosa confetto.
L’uomo della discordia, che non ricordo assolutamente chi sia, lascia un messaggio a Carmen Maura per dirle che non è degno di lei e che la lascia e dal telefono che la nostra lancia dalla finestra inizia una lunga indagine, ricca di colpi di scena e di taxi imbarazzanti, in una girandola di fatti e situazioni incredibili, come la scena del gazpacho, degne delle commedie brillanti più applaudite.
Memorabile il confronto finale tra la Serrano e la Maura all’aeroporto.

A mio avviso uno dei più bei film mai prodotti. Da non perdere, quindi noleggiatelo!

 

                                                    


Il terzo film si intitola “Soap Dish”, in italia è diventato “Bolle di Sapone”.
Ebbene sì ragazze! Stiamo parlando di una commedia del 1991 sul mondo delle soap opera!!!
Il cast è stellare: Sally Field, Kevin Kline, Robert Downey jr, Whoopi Goldberg e Teri Hatcher...la Casalinga Disperata protagonista di un incredibile recupero di carriera.
Film del 1991, tratta delle disavventure della protagonista della soap più amata dai telespettatori: “Anche il sole tramonta”.
Whoopi Goldberg interpreta la sceneggiatrice della soap, alle prese con i cambi di umore della stella dello spettacolo, che va letteralmente in crisi quando la nipote viene scritturata per interpretare una piccola parte nella soap.
La vicenda di complica grazie all’ambizione di Montana Moorehead, interpretata da una magnifica Cathy Moriarty, che, seducendo il produttore della serie, riesce a richiamare sul set la vecchia fiamma del personaggio della Field... ovviamente la vecchia fiamma è Kevin Kline.
Da questo momento ne capitano di tutti i colori e a poco poco incominciamo a scoprire i vari retroscena della soap, che la protagonista era riuscita a celare, con un colpo di genio che farà esclamare alla Goldberg: “Perché non riesco a scrivere della roba così?”.

La commedia è semplicemente meravigliosa, c’è un cameo di Carrie Fisher, le scene sono coloratissime e tutto è esasperato per farci entrare in questo mondo... un film davvero  ben fatto e divertente.
Certo... la lacca impiegata in questo film ha sicuramente contribuito a creare il buco nell’ozono, facciamo perciò in modo che tutta 'sta lacca non sia andata sprecata!
 

                                                          


L’ultimo film, ebbene sì care moire, siamo in fondo, non poteva che essere un altro capolavoro della cinematografia mondiale:
“Priscilla; la regina del deserto”.
Non so davvero da dove cominciare... intanto dal cast: Terence Stamp interpreta Bernadette Bassenger, Hugo Weaving interpreta Mitzi Del Bra, “la splendida” per gli amici, e Guy Pierce interpreta la scoppiettante Felicia Jollygoodfellow.
Il film è australiano, siamo nel 1994 quando viene prodotto, sotto i lustrini e gli abiti da commedia leggera, nasconde un cuore da cinema d’essai...ma non spaventatevi care moire, non c’è da dormire o da pregare che finisca presto.
Narra il viaggio di tre travestiti che da una città australiana si dirigono, a bordo di un autobus malva, e chiariamo che non è rosa ma malva, in un albergo, dalla moglie di uno dei tre.
La trama è semplice, lineare, ma durante il viaggio il film diventa più profondo.
Non è un musical, ma le musiche sono parte integrante del film perché il trio in questione si esibisce in locale; intrattiene coi suoi numeri il pubblico.
Non ci sono solo gli ABBA, anche se rimangono una parte importante, così importante che uno dei protagonisti conserva una reliquia di Agnita.

I costumi e gli spettacoli sono meravigliosi: assolutamente indimenticabile la versione di “i will survive” cantata nel deserto australiano insieme agli aborigeni.
I paesaggi sono mozzafiato...ma quello che rimane più impresso sono i dialoghi; fulminanti, pieni di battute magnifiche e frasi indimenticabile come “cosa fai nel tempo libero? scartavetri le petroliere con la lingua?”...tanto per citarne una.
Film colorato, luccicante, ma intimista e meditativo nel contempo.


Gli americani proveranno a fare una loro versione con “A Wang Foo grazie di tutto; Julie Newmarr” ma non riuscirà a tenere, nonostante alcune ottime trovate, il passo con Priscilla.
Dopo aver visto Priscilla guarderete Elrond e l’agente Smith di Matrix con occhi completamente diversi!
Ricordo che la prima volta che vidi Hugo Weaving nel “Signore degli Anelli” e in “Matrix” ho faticato un po’ a non pensarlo vestito di infradito o in compagnia di un autobus malva.
Ragazze è un film granderrimo la cui visione non vi deluderà!

 

La Egle vi saluta dandovi appuntamento alla prossima Moirazine con la rubrica “non solo moira”. 

Alla prossima!
 

MOIRAZINE 7
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