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Carissime Moire, per questo numero di “Non solo Moira” la vostra Egle vi propone un viaggio entusiasmante nell’esotica...Gran Bretagna!
Certo, detta così non sembra poi una meta così esotica, ma noi ci avventureremo nella brumosa Albione per documentarci sui cappelli che le ladies d’oltremanica sfoggiano nelle occasioni più importanti; ecco il perché del titolo.

Qualche tempo fa la vostra Egle visitò quel di Londinium e poté fare “hatwatching” quando si imbatté in un matrimonio a S.Paul; ho potuto constatare di persona che i cappelli d’oltremanica sono usati come segno distintivo, insomma servono a far parlare di sé e queste donzelle, più o meno d’età, li indossano con un pizzico di umorismo.
Il momento migliore per fare “hatwatching” è sicuramente la corsa di cavalli che si tiene ad Ascot.

Quante volte ne avrete sentito parlare; ebbene la prima corsa di cavalli si tenne nel 1711 e venne istituita dalla Regina Anna, nel 1813 il parlamento con un atto ha vincolato il terreno in modo tale che fosse usato solo e soltanto come circuito di corsa per cavalli, mentre nel 1913, un secolo dopo, il parlamento ha costituito una società apposita che si occupasse esclusivamente delle gare di cavalli tenute in questo circuito.La storia del circuito va avanti a suon di ristrutturazioni, critiche e quant’altro, ma quello che a noi interessa è che è diventato, col tempo, anche una vetrina attraverso la quale è possibile far parlare di sé.

Se gli abiti maschili sono limitati come scelte, e quelli femminili devono comunque mantenere un certo contegno, per cui è stato istituito uno speciale corpo che si assicuri che le donzelle presenti abbiano la biancheria, i cappelli sono diventati una sicura valvola di sfogo per la stravaganza più assoluta.

Decidete voi mie care Lettrici se si tratta di buono o cattivo gusto, personalmente li trovo decisamente “moirici”.

Le fantasie usate per crearli sono tra le più disparate e non conoscono confini, così è possibile trovare di tutto, come vedrete nelle immagini che seguono, e i creatori di cappelli si possono sbizzarrire con le creazioni più estrose



Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta degli anglici cappelli, con una carrellata delle creazioni che sono state sfoggiate nella gara del 2008
Come potete vedere i fiori, composti nei modi più bizzarri, la fanno da padrone, ma c’è anche chi non ha esitato a impilarsi in testa una serie di maschere, delle orbite di elettroni e una sorta di piatto da portata con acini d’uva penduli.

Ecco una lady di una certa età, sfoggiare un non ben definito cappello rosso, che ricorda quei cappelli fatti coi palloncini...certo questo è decisamente più vistoso, ma se vi sembra ingombrante non avete ancora visto il meglio....  

La giovane donzella ha pensato di portare un po’ di colore alle corse, e per non sbagliare ha preso tutti e sette i colori dell’arcobaleno e se li è messi addosso; in testa  ha un’onda davvero importante che temo riduca un po’ la visibilità

 
 

Le due giovani fanciulle sfoggiano con una certa ironia un posacenere che impedisce sia di vedere, che di sentire, con il lato destro del volto, e una torre di piume e cose svolazzanti in tinte di azzurro...

Un po’ di orgoglio patriottico non guasta e allora cosa c’è di meglio di un cuoriforme cappello per dire al mondo che si porta l’amata Albione nel cuore?


Il viola è colore di gran moda e questa donzella sfoggia un cappello in tinta con l’abito; non ho capito se il cappello è guarnito con piume e vele, o se quelle cose a righe stiano per qualcosa d’altro, fatto sta che questo cappello, pur nella sua imponenza, è piuttosto convenzionale per gli standard di quel che ho visto...

Se amate i papaveri questo è il cappello che fa per voi...e non ho altro da aggiungere



C’è chi non fa mistero di essere ad Ascot per una gara di cavalli e quindi si mette sul cappello la testa del cavallo; rosa con criniera di piume rosse, oppure in toni di lavanda con abbondante uso di passamaneria 

Se in fondo trovate la vista un senso sopravvalutato, allora questo cappello fa per voi, non so se chi l’ha fabbricato fornisce anche cane e bastone bianco, di certo il consiglio è quello di voltarsi con cautela e di non avvicinarsi troppo ai cavalli, se non si vuole dare le piume del copricapo in bocca a qualcuno

Ci avviciniamo al gran finale care Moire, ecco una donzella sfoggiare, con garbo e un gran sorriso, questo cornuto cappello dorato che ben si accompagna con l’abito giallo; l’effetto non è da cioccolatino ed è sicuramente spiritoso... spero che chi lo porta ne convenga 

Ed ecco colei che secondo me merita un applauso e un premio per la costanza con la quale ha portato questo monumento in testa che la obbliga a camminare con un certo portamento, altro che volumi dell’enciclopedia in testa (si vede che ha fatto esercizio); questo cappello si che crea dei problemi di precedenza. 
Solo a vederla mi viene un colossale mal di testa... non vi sembra, care lettrici, che la donzella sia la medesima del dorato capricapo cornuto?

Che dire di questa parata di cappelli? Sicuramente l’ hatwatching regala molte soddisfazioni se praticato nella terra d’oltre manica.

Personalmente mi è parso di assistere a una albionica versione del Carnevale di Rio, ove al posto di samba e musica brasiliana, vi sono ladies britanniche e lords più o meno comprensivi nei confronti delle stravaganze delle gentili consorti... sicuramente si tratta di opere di alta ingegneria e la vostra Egle non può far altro che ammirare chi li ha creati e chi li porta con tanta naturalezza e spirito

MOIRAZINE 11

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