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Effetto

 

Care Moire, la vostra Egle in questo articolo vi parlerà di quel fenomeno mondiale che è divenuto il romanzo “twilight” che, con le sue 42 milioni di copie vendute in tutto il mondo, ha calamitato l’attenzione dei media.

Il presente articolo si compone di due parti; nella prima parte vi parlerò un po’ dell’autrice e le mie valutazioni finali, mentre nella seconda parte riporterò le mie valutazioni così come le ho espresse durante la lettura.

Il romanzo l’ho giusto letto di recente, spinta dal desiderio di capire quali fossero i pregi di tale opera capace di innescare un così vasto fenomeno; cosa ne abbia tratto dalla lettura potrete vederlo più avanti. 

L’autrice della saga, sì perché “twilight” è il primo di una saga di ben quattro corposi libri, si chiama Stephenie Meyer, e non “stephanie” come ci tiene a rimarcare nel suo sito, d’altronde avendo passato l’esistenza a sentirsi chiamare in modo sbagliato è comprensibile che ci tenga, ora che è famosa, che si sappia il suo nome corretto, ed è nata nel 1973 in Connecticut.

Ha cambiato città, si è laureata in inglese, ma non ha mai pensato a frequentare corsi di scrittura; ciò che vi è di interessante, che molti siti, almeno quelli italiani, su di lei omettono, è che sia una credente della “chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni”; il che dice molto riguardo alla sua formazione culturale e alle qualità morali dei suoi personaggi.

Secondo quanto da lei dichiarato l’ispirazione che ha portato alla nascita del libro in questione è una miscela di “Orgoglio e Pregiudizio”, di Jane Austen, e un sogno, molto vivido, nel quale aveva visto una scena tra una donna e un uomo che brillava, come se fosse ricoperto di paillettes, mentre parlavano della loro combattuta storia d’amore in quanto lui è un vampiro.

Starà a voi, care Moire, giudicare se il sogno è frutto di una peperonata importante, di una impepata di cozze coi ciccioli, oppure se è stato un messaggio di Erato, o Euterpe o Talia, affinché questo romanzo vedesse la luce.

Altra fonte di ispirazione di questa autrice è la musica, dice che non può scrivere senza l’ausilio della musica.

E’ molto interessante leggere di come i suoi personaggi siano stati creati, di come abbia cercato una pubblicazione affinché altri potessero conoscere i personaggi che, durante la stesura del libro, erano divenuti parte della sua vita.

Ho avuto modo di dipingere alcune cose e partecipare a un paio di mostre e così ho potuto riconoscere l’impulso creativo; paradossalmente, per quanto, lo vedrete dopo, non abbia una gran opinione del suo libro, lei come persone, da come appare sul suo sito, mi è simpatica.

Ultimato il libro la mia curiosità è stata soddisfatta.

La vostra Egle è lettrice onnivora e quindi, nel repertorio, non mancano romanzi rosa, più o meno riusciti, romanzetti dozzinali nei quali esplode un sacco di roba, oltre a molte letture più di sostanza.

La miscela usata dalla Meyer, più o meno inconsapevolmente, unisce alla pura storia d’amore, nella quale contano solo i protagonisti e gli altri personaggi risultano indefiniti, più figure monolitiche che dotate di un qualche spessore, l’elemento “gotico” in una tinta molto sbiadita da renderlo puramente romantico; il tutto gestito con un modo di scrivere fluido e che quindi non crea momenti di impasse, anche se, lo devo confessare, a un certo punto non ce l’ho fatta e ho iniziato a leggere solo i dialoghi, per poi riprendere con la lettura integrale quando il romanzo sembrava assumere toni diversi.

Il successo di “Twilight” ha portato alla pubblicazione, in tempi molto brevi, degli altri quattro volumi, alla realizzazione di due film, perché il secondo film sta per uscire nelle sale, mentre il terzo è già in lavorazione e credo stiano trattando per la realizzazione del quarto.

Come effetto collaterale l’altro romanzo di questa autrice, ovvero “the Host” (“l’ospite”), definito un libro di fantascienza leggibile anche da colore che non amano la fantascienza, ha scalato le classifiche, tanto che la Sig.ra Meyer è stata insignita da USA Today’s del premio “autore dell’anno” 2008.

Tra i premi vinti dal romanzo mi hanno colpito quelli assegnati dall’Associazione Americana del Librai, ovvero: uno dei dieci migliori libri per adolescenti, e uno dei migliori dieci libri per lettori refrattari...per gente che non legge insomma.

“twilight” è proprio questo, un fenomeno di massa che ha spinto milioni di adolescenti, e non, a leggere un libro e non solo la guida tv.

Molti giornali americani, notando i numeri delle vendite, hanno fatto un paragone con Harry Potter e con la sua creatrice J.K.Rawling, ma la Meyer sa, e ne è consapevole, che i suoi personaggi sono cosa diversa e dice che “harry potter non deve sentirsi minacciato”.

Stephenie Meyer ha scritto un romanzo che è inguaribilmente romantico, in modo, almeno per me, fastidioso; non ci sono scene da brivido, o inquietanti, come possono esserci nel “Dracula” di Stoker, o in altri libri di vampiri, perché l’autrice è una romantica paurosa.

Personalmente il romanzo non mi è piaciuto, lo ritengo pieno di difetti, ma l’autrice mi è davvero simpatica e la mia speranza è che questo pessimo libro di vampiri serva alle nuove generazione per apprezzare il mondo della carta stampata.

 Ora, care Moire, vi lascio con le mie impressioni scritte durante la lettura del volume.

 Attenzione care Moire poiché da qui in poi piovono SPOILER e se volte un libro da portarvi in vacanza sotto l’ombrellone e state pensando a “twilight” NON ANDATE INNANZI. 

    

 

lunedì 25 maggio 2009

Sabato, dopo aver sentito diversi pareri, ho iniziato a leggere, dopo che un'amica me l'ha prestato, "Twilight"... sinora il romanzo ha degli, immagino involontari, risvolti comici e, se non fosse per i seguiti, mi verrebbe da chiedere se la protagonista arrivi viva alla fine del libro o riesca a inciampare da qualche parte finendo così asfaltata, oppure se le piova addosso un simpatico meteorite.

Al momento pare una riedizione di "principessa imbranata in pericolo con principe salva-la-vita al seguito"; vi assicuro che al momento il testo si presta benissimo a una parodia.

Devo dire che l'autrice sa il suo mestiere, ma al momento il risultato non è particolarmente brillante; riconosco che va benissimo se non si è letto poi molto e se si è in fase adolescenziale.

Commenterò come l'avrò finito

mercoledì 27 maggio 2009

Ho detto che mi sono fatto prestare "twilight" da leggere? E ho detto che ora mi chiedo perché l'ho fatto? :asd:

Mi sono imposto di leggere almeno due capitoli al giorno e devo dire che, tutto sommato, non ostante alcuni momenti di pesantezza inaffrontabili, si legge anche bene... vero è che ogni tanto salto delle righe.

Sono circa a metà e posso affermare con sicurezza che trattasi di un romanzo rosa fatto e finito, un Harlequin, o Harmony come preferite, con tutti gli stereotipi del caso; a metà libro devo dire che non esistono personaggi secondari... ah... se avete intenzione di leggerlo NON ANDATE INNANZI, spoilererò tutto lo spoilerabile da qui in poi.

Dicevo; non esistono personaggi secondari, il padre sembra che non faccia cento manco con gli aiuti, la madre, visto l'andazzo del libro, si è dileguata nelle prime pagine, mentre i e le compagni di scuola sono poco più che sagome di cartone che passano casualmente di lì; ma per un romanzo del suo genere va bene così.

I capitoli sono intrisi di melassa, goffaggine, tanto che si capisce immediatamente che la protagonista deve essere vampirizzata affinché si possa salvare da se stessa: inciampa ogni tre per due, riesce a infilarsi nelle peggio situazioni da sola, ed è di una sbadataggine comica... il tutto miscelato sapientemente con abbondanti piagnistei.

Io la protagonista la vedo bene anche aggrappata a una tenda.

Il protagonista maschile è così stereotipato che pare vada in giro con la scritta "archetipo" al neon appesa da qualche parte, ma tutto sommato è quello un po' più interessante... il che la dice lunga sul resto dei personaggi che sinora ho incontrato, anche se il fatto che sia un vampiro è del tutto accessorio... poteva benissimo fare lo spazzacamino o l'operatore ecologico e nessuno avrebbe notato la differenza.

L’ho detto che non accade assolutamente nulla? La maggior parte dell'azione è costituita dalla protagonista che, a scelta, cade, sviene, scivola, si fa investire, rischia di essere violentata o derubata, e lui che corre a salvarla, le offre la cena, la giacca; certo il cavallo bianco è sostituito da una volvo, ma il concetto resto quello...

Per ora resta confermata la prima impressione: lettura da fare, per molti aspetti, quando si ha un certo numero di anni (dai 14 ai 17 diciamo), è un pessimo libro di vampiri, ma un buon libro "romantico" coi pregi e difetti del genere in questione.

venerdì 29 maggio 2009

Io vi frantumerò gli zebedei sino a quando non avrò ultimato "twilight"; sappiatelo :asd:

ATTENZIONE... possibile carrettata di spoiler

Dopo cento cinquanta pagine di questi due che tubano un po' ovunque e non accade nulla, dove i dialoghi sono tutti del tipo: "ti amo, ma sono pericoloso", "ma io non ho paura" "e allora ti faccio paura ma poi ti consolo" e dove lei inciampa ogni tre per due e ribadisce in ogni possibile occasione, appropriata o a sproposito poco importa, quanto lui sia bello in modo tale da smerigliare gli specchi e polverizzare con un battito di ciglia la masquerade, lui finalmente la porta a conoscere i suoi.

Pare di entrare nello spot Mulino Bianco: sono tutti felici, tranne un paio di personaggi, che tanto sono apparsi giusto di sfuggita e hanno ancora meno spessore degli inesistenti personaggi secondari, di incontrare la compagna umana del baldo vampiro che racconto alla nostra eroina, che per miracolo non inciampa o sbatte da qualche parte, la vicenda del capostipite dell'allegra famiglia.

Ah! Il capostipite ha anche una compagna la quale non ha neppure una mezza riga sinora... oddio; magari ha detto "ciao" alla protagonista una volta è m'è sfuggita, ma per lei non si può neppure parlare di sagoma di cartone, è giusto una suggestione; però ha un nome e cognome, quindi non è quella che muore per dimostrare che la situazione è critica.

Il Bello decide, dopo averne avuto l'assenso, di raccontare alla Bella la storia del capostipite; una mia amica riteneva che, magari, li scegliessero appositamente belli belli in modo assurdo in modo da avere una genia di vampiri che non necessitasse di concorsi di bellezza...son tutti belli uguali e questo avrebbe dato a questi vampiri una certa dignità, insomma qualcosa di plausibile; invece niente... tiè.

Il Capostipite viene vampirizzato perché passava di lì, in modo assolutamente casuale; una folla insegue un vampiro, nella Londra del XVII°, credo, che, non si sa perché, non s' è nutrito (ma come fai a non nutrirti in un postaccio come una città popolata di disperati, senza casa, e abbandonati a se stessi?), il Capostipite corre più veloce degli altri, il vampiro si gira e lo mozzica...e quindi non ho ben capito come si faccia a diventare vampiri in questo universo; basta la parola? Mah... mistero.

Il protagonista viene vampirizzato perché il Capostipite si sentiva solo, il Bello stava tirando il calzino et voilà! Ma il Capostipite non aveva una compagna? Forse l'ha vampirizzata prima; mentre non guardavo... quindi nell'universo di "twilight" diventare vampiro è meglio di una seduta dal chirurgo plastico e si diventa così belli da far girare verso di voi anche i sassi.

Altra cosa fantastica: sti vampiri potrebbero fare una squadra di supereroi.

C'è il telepate, la veggente, che come dono collaterale prevede anche il tempo che fa sempre comodo se alla luce del sole sei meglio del Faro di Alessandria, colui che persuade e il forzuto...non parla ancora di liocorni, ma mi aspetto che possano spuntare all'improvviso.

Non dirò nulla delle abitudini alimentari di questi vampiri, che ricordiamolo sono diversi dai loro consimili, posso dire però che, in questo universo, l'estinzione dei Dodo assume tutte altre tonalità.

Ho chiuso il libro con la minaccia di leggere di un’imbarazzantissima partita.

 

Mercoledì 3 giugno 2009

Ho terminato "twilight" così questo è l'ultimo post di commento al volume; almeno sino a quando non inizierò a leggere gli altri :asd:

ATTENZIONE! CADUTA SPOILER!

Avevo lasciato, poco prima della Convention di Star Trek, i nostri eroi all'inizio di quella che minacciava essere un’imbarazzante partita e quando ho letto mi sono reso conto che non è la partita a essere imbarazzante, ma l'arrivo degli “altri”.

Per poter giocare i nostri vampiri si affidano alle affidabili previsioni della vampira-metereologa, tanto questa vede il futuro e che tempo farà domani, perché attendono una giornata con tanti tanti tuoni in quanto giocano baseball in uno spazio grande quanto un territorio comunale e danno colpi così forti alla palla che pare tuoni.

In questo capitolo, tra l'altro, apprendiamo che la Compagna del Capostipite è stata vampirizzata dopo il Bello, questa donna ha ben un'intera pagina di dialogo, le cose sono andate così: ha perso un figlio quando era umana e così si è lanciata da una scogliera, ma il Capostipite l'ha presa per tempo e l'ha vampirizzata...ora...bella l'idea, ma il dubbio che mi viene è il seguente: l'ha vampirizzata mentre questa affogava? dopo che è annegata? Lei l'ha centrato in testa perché lui non ha visto il cartello "attenzione, caduta suicidi"?

Questi giocano e da lungi uno sparuto gruppetto di vampiri li sente e così corrono per unirsi a loro; per lungi intendo, che so, la distanza tra Bologna e Piacenza.

Fatto sta che compaiono sti nuovi personaggi assolutamente indistinguibili dalle altre sagome di cartone; però questi sono cattivi, cattivi... almeno due, un altro è anche un cattivo scadente.

Uno di questi nuovi decide che vuole fare colazione con Bella, così il nostro gruppo Famiglia Felice, spronati dal Bello, cercano di nasconderla facendole fare il giro degli Stati Uniti partendo dalla città dove Bella è cresciuta... e adesso il colpo di genio: la Famiglia Felice pensa che l'ultimo posto dove il cattivo la cercherà sarà la città dove Bella è cresciuta perché pensano che sia un nascondiglio troppo cretino per essere preso in considerazione, ma il cattivo pensa di iniziare dalla stessa città perché pensa che essendo un nascondiglio cretino è facile che l'abbiano portata lì...e poi li fa sorvegliare.

Non pensiate minimamente che sto Cattivo abbia uno spessore maggiore di un foglio di carta, ha giusto un pistolotto di dialogo dove, come nella miglior tradizione dei cattivi, spiega tutto alla protagonista.

Insomma il Cattivo fa fessi la Famiglia Felice e Bella gli si offre su un piatto d'argento, tra l'altro a seguito di un tranello di una stupidità sconvolgente, roba da far rabbrividire, e quando la protagonista è sanguinante in un trionfo di vetri rotti, perché la porta in una ex scuola di danza, e finalmente la cavalleria arriva il capitolo si chiude e il nuovo si apre con la descrizione di come la Famiglia Felice salva Bella dal dissanguamento.

MA COME???? Leggo 350pagine di, "ti amo", "anche io", "ma sono pericoloso", "non ho paura", "dovresti", "aspetta che forse ce l'ho, ma ti amo e svengo", e tu autrice salti l'unico momento dove accade qualcosa che non è infarcito di melassa????

Alla fine Bella diventa piattola perché vuole essere vampirizzata, il Bello non vuole e la porta al ballo; il libro si chiude minacciando nuovi zuccherosi, imbarazzanti seguiti.

Che dire? L’unica cosa che mi è piaciuta, e solo perché mi pare di ricordare avvenisse lo stesso in "The Hunger", è come si diventa Vampiri; come se fosse una sorta di morbo.

Il contenuto di vaccate in questo libro è pazzesco e questo mi induce a leggere anche i seguiti; inoltre sono a dieta e sto limitando gli zuccheri per cui mi servono dei succedanei :asd:

La prima impressione è stata confermata ed ora ho anche capito il perché di tutto sto' successo; i vampiri del romanzo sono privi di "canini", in senso metaforico, e si tratta di un romanzo rosa che vuole accalappiare, furbescamente, oltre ai lettori abituali del genere anche i lettori Emo di tutto il mondo... la lettura è consigliata, a chi rientra nelle categorie: adolescente, emo, romantico senza speranza di redenzione, protagonisti di feuilleton ottocenteschi, e a chi deve espiare qualche grave colpa, tipo il genocidio per intenderci, o a chi necessita di punti karma per riuscire a reincarnarsi, nella prossima vita, in qualcosa di meglio.

Leggerò anche i seguiti nella speranza che il numero di vaccate aumenti in modo geometrico :asd:

 

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