Lipstick, cashmere & the city?

Sex &  the City é stato unico, nel suo genere, e secondo me non v’era necessità che venissero prodotti altri show che lo scimmiottassero. Ciò non toglie che l’idea di sterilizzare la gallina dalle uova d’oro fosse assai triste per chi ci aveva guadagnato molto, quindi l’idea di sfruttare la stessa idea di fondo (magari con qualche piccola variazione) o persino gli stessi autori iniziò a insinuarsi nelle menti dei “capoccioni” di NBC e ABC.

Così, quasi in contemporanea, all’inizio del 2008, debuttano sulla NBC “Lipstick Jungle” e sulla ABC “Cashmere Mafia”. Proviamo per un attimo a non riflettere sui titoli, altrimenti partiremmo con un certo pregiudizio, e cerchiamo di scoprire se le due serie valgono la pena di essere seguite o meno.

 

 

 


 

Se avete adorato i vestiti e gli accessori di Carrie in Sex in the City, amato l’atmosfera glamour newyorkese e l’amicizia frivola tra Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte non potete perdere LIPSTICK JUNGLE. Protagoniste sono tre donne fra le 50 più rampanti di New York: ricche, belle famose e soprattutto potenti.

 E’ questo il “manifesto” che ha preceduto l’esordio televisivo della serie. Protagoniste tre donne (non quattro come in Sex & the City): Wendy (Brooke Shields - Pretty baby, Suddenly Susan), presidente di una casa cinematografica, che cerca di dividersi tra lavoro e famiglia; Nico (Kim Raver - 24), direttrice di una importante rivista di moda, sposata con un insegnante che forse la tradisce; Victory (Lindsay Price - Becker, Beverly Hills 94210), stilista in cerca del successo e di un principe azzurro.
Assieme a loro Shane (Paul Blacktorne - 24, The Dresden Files), musicista inglese, marito di Wendy; Kirby (Robert Buckley - Fashion House, Robot Battle, American Heiress), giovane amante di Nico; Joe (Andrew McCarthy - Kingdom Hospital, The Good Guy, Camp Hope), cinico miliardario, che corteggia Victory.

Al grido di “noi non cerchiamo Mr Big, noi siamo Mr Big” lo show debutta il 7/2/2008, come produzione tra una stagione e l'altra di ER. Gli episodi dovevano essere 13, ma a causa del noto sciopero degli sceneggiatori ne furono completati 7.

Il 2/4/2008 viene rinnovato il contratto per altri 13 episodi che debutta a settembre di mercoledì, per passare al venerdì in ottobre.
Il 9/1/2009 va in onda l’ultimo episodio, presentato come “finale di stagione”, ma attualmente come effettivo ultimo episodio girato, nonostante la petizione con più di 23000 firme raccolta per la continuazione dello show.
Il 27/1/2009 la NBC dichiara che la serie avrebbe avuto il cosiddetto trattamento Hight School Team, ossia che sarebbe passata sui canali minori della NBC Universal per ripassare in seguito sulla NBC. 

La trama è basata sull’originale di Candace Bushnell (Sex & the City;  Sex Sirens: Female Icons and the Power of Sexuality; New York sexy…. Un po’ monotematica direi): le tre protagoniste, donne con una professione creativa, di responsabilità, cercano di far quadrare la loro vita, provando a conciliare la professione e la vita privata, tra sorrisi e lacrime, aiutandosi l’una con l’altra.

Come in Sex & the City sono donne forti e determinate, ma che tengono moltissimo al loro privato, all’amore, in questo caso anche alla famiglia (Wendy ha una figlia che fa pesare alla madre il suo essere frequentemente “assente” per colpa del lavoro); sono donne sempre a posto, con un guardaroba di tutto rispetto, ma che non è in primo piano come in Sex & the City, sebbene Vic crei abiti.

Avrete notato nella foto sul divano che tutte e tre indossano scarpe in puro stile "animalier", anche sotto al manageriale tailleurino nero, però... al contrario di Carrie, che dettava moda, queste donne seguono la moda, senza il guizzo che caratterizzava Sex & the City.
 

 

Più incentrato sul colpo d’occhio invece l’avversario ABC “Cashmere Mafia”, tanto che esiste una mappa di Manhattan con evidenziati i negozi impedibili, dove trovare gli stessi abiti, accessori e scarpe indossati dalle protagoniste.

Qui siamo tornate a quattro: Mia (Lucy Liu – Ally McBeal) è una manager dell’editoria fidanzata con Jack (Tom Everett Scott); Juliet (Miranda Otto – Eowyn nel Signore degli anelli) amministra una catena alberghiera; Caitlin (Bonnie Somerville – The OC; NYPD Blue; Friends) giovane vicepresidente di una ditta di cosmetici; Zoe (Frances O’Connor – M.me Bovary; Timeline; Blessed), dirigente bancaria.

La miniserie viene trasmessa dalla ABC dal 6/1/2008. Anche qui gli episodi da tredici sono diventati sette, sempre per lo sciopero degli sceneggiatori, ma ABC ha deciso di non produrre altri episodi (la serie sarà in Italia su digitale terrestre – canale Mya, mentre Lipstick Jungle è già su SKy-canale FOX)

Anche quei le donne sono amiche, si conoscono dai tempi dell’università e si sostengono e aiutano nelle avversità familiari, lavorative, sentimentali (non per nulla il produttore di Cashmere Mafia è Darren Star, che già produsse SATC)

Alcuni accenni di trama: Mia sta per sposarsi con Jack, entrambi lavorano nell’editoria e devono competere per l’assegnazione di un lavoro molto importante. Entrambi giocheranno sporco (che bell’amore) ma Mia vincerà e Jack annullerà il matrimonio. Juliet, conscia che il marito l’ha sempre tradita, non regge alla notizia che una delle sue amanti è Cilla (una tipa che parrebbe essere una rivale delle quattro amiche), e  pur continuando a comportarsi con molta pacatezza, giungendo quasi a giustificarlo ("Avete idea di quanto possa essere difficile per un uomo stare con una di noi?"), decide di annunciare al fedifrago, in un’occasione pubblica, che lo tradirà con uno dei suoi migliori amici.
Caitlin è uscita da una brutta esperienza con un uomo e si sente un po’ confusa, anche sessualmente, tanto da sentirsi attratta da una sua cliente (che bacerà, ma null’altro)
Zoe è sposata e ha due figli: quando il marito decide di accettare un lavoro che lo porterà a viaggiare spesso e la tata si licenzia, decide di assumerne un’altra, la prima che trova, peccato che poi questa giri in biancheria intima per casa, fumi davanti ai bambini e ascolti musica a volume altissimo anche di notte.

 

Con sette puntate non è che i personaggi possano essere poi tanto sviluppati, se pure l'idea iniziale l'avesse consentito, quindi la sensazione è di aver assaggiato qualcosa, non aver ben capito il sapore e non poterne mangiare più.

Dal punto di vista moirico la più convincente è Mia (Lucy Liu), che osa con i colori, sfoggiando nella foto sopra uno splendido blazerino fucsia e in quella a destra un abbigliamento non proprio da wine-bar, estraneo alla asciutta sobrietà delle altre, soprattutto della dirigente di banca, caricatura di uno stereotipo "giacca e cravatta" al femminile, che troviamo sempre con un abbigliamento che nulla ha a che vedere col fashion, ma più con una presunta eleganza, sempre legata allo stereotipo della donna con lavoro "serio".

Infine? Se non avete nulla di meglio da fare, se non c'è un bell'episodio di Bones o una puntata di "Anthony Bourdain - No reservation", potete anche sdraiarvi e godervi un qualcosa che se non seguirete non vi darà la sensazione di aver perso qualcosa

Moira

 

 

                                                                  

 

    


 

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