La Princesse de Lamballe



 

...potremmo anche usare il titolo di un famosissimo manga e intitolare questo breve articoletto con “Versailles no bara” se non altro per l'abitudine della principessa in questione di farsi ritrarre sempre con delle rose, ma non sia mai che la  Riyoko Ikeda accampi diritti.

Maria Teresa di Savoia Carignano nasce in quel di Torino l'8 settembre 1749 da  Luigi Vittorio di Savoia Carignano e Cristina Enrichetta di Hesse-Rheinfels-Rothenbourg la quale partorì Maria Teresa  mentre la coppia si recava a una festa.
La giovane Maria sin dall'infanzia viene descritta come una bellissima bimba e la madre la vedeva benissimo "parcheggiata" alla corte francese, ben maritata, il che all'epoca era ciò che di meglio si potesse ambire.
Alla corte francese nascevano le nuove mode, la galanteria era di casa e tutto appariva lucente e sfolgorante; la madre di Maria era comunque preoccupata che la sua bellissima figlia potesse subire le influenze di quei filosofi francesi che minavano la saldezza della fede.
Maria Teresa sposa due volte il principe di Lamballe, non tanto perché secondo il modello Liz avevano divorziato, ma perché i coniugi prima si sposarono per procura a Torino, poi in carne e ossa a Nagins.

     
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Spendiamo ora due parole sul principe di Lamballe, altrimenti noto col nome di Luigi Alessandro Stanislao di Borbone, figlio del duca di Penthièvre e ricco, a quanto pare, in modo schifoso.
L'hobby preferito del principe era il ripasso dei cortigiani, e forse non solo, della corte francese e all'urlo “basta che respiri” non si faceva troppi problemi; era, insomma, un altruista che amava condividere se stesso con tutti.
Pare, però, che il Duca di Chartres avesse su di lui una sorta di privilegio, per cui i due erano compagni di bagordi e non solo.
Il padre di Luigi Alessandro decise che l'unico modo per far mettere la testa a posto al figlio e sfornare un erede, era quello di farlo sposare a una donna amabile e la scelta, con la benedizione di Luigi XV°, ricade su Maria Teresa che, poveretta, si prende una sbandata solo guardando il ritratto del principe.
I primi quattro mesi di matrimonio sembrano quasi funzionare, ma presto Luigi si stanca perché Maria non rimane incinta e quindi decide di continuare a condividere se stesso col creato e riprende la sua relazione col Duca di Chartres che, a quanto pare, stava facendo una collezione di vizi e non voleva farsi mancare nessuno atto che la Chiesa ritenesse peccato.
Maria se ne lamenta con la madre e non capisce come mai Luigi l'abbia lasciata così presto, ma a 18anni Maria resta vedova; suo marito muore di tisi all'età di 20anni...molto bohémien da parte sua.
Il sessantenne Luigi XV° quando vide di nuovo Maria decise che poteva anche farci un pensiero, ma lei era fedele alla memoria del marito e quindi Luigi si consolò con un'altra amante; bontà sua che non la forzò al matrimonio.

       

 

L'arrivo a corte della quindicenne Maria Antonietta cambia la vita della Lamballe; da ora la chiameremo così, altrimenti con tutte queste “Maria” e “Luigi” non ci si raccapezza.
Antonietta era molto bella, per i canoni dell'epoca, Luigi XV ne era folgorato, ma Luigi XVI molto meno; Luigi XVI era infatti stato cresciuto in una misoginia da primato, considerava i doveri coniugali qualcosa di fastidioso e preferiva passare il tempo nella fucina a fare serrature.
Dopo alcuni screzi con la Du Barry e la morte di Luigi XV°, Antonietta diviene finalmente Regina di Francia e inizia l'amicizia con la principessa di Lamballe; insieme alla moglie del Conte di Provenza le tre terranno a lungo la corte mostrandosi sempre insieme e creando un circolo molto privato di amicizie.
La principessa di Lamballe aveva anche il dono di capire Luigi XVI  le volte che si confidava quando non si sentiva capito e pare che insieme si facessero lunghi pianti; molto emo da parte loro.
Il rapporto tra la principessa e la regina era solidissimo; erano amiche, si scambiavano effusioni ed erano sempre insieme e questo loro comportamento fece muovere arzille le malelingue che pensarono subito a un rapporto un po' più profondo dell'amicizia.
Poi un brutto giorno arrivò la Polignac e la Lamballe si trovò declassata ad amica di secondo, o terzo, ordine, per cui, pur mantenendo inalterato l'affetto per la regina, la si vide sempre meno a corte.
Il Principe di Chartres propose la Lamballe come Gran Maestra della loggia massonica di rito scozzese e quindi la nostra eroina divenne massone e un paragone per le altre dame di Francia che fecero a gara per imitarla; dato che essere massone era molto figo la Regina pensò che sarebbe stato carino ripescare l'amica e così lei e la Lamballe tornarono a essere incollate l'una all'altra e tanti saluti alla Polignac.
Le cose però precipitavano; si convocarono gli stati generali, il delfino morì e questo permise al Re e alla Regina di iniziare un rapporto, se non proprio sano, di reciproco rispetto e la regina capì che la Lamballe, con la sua dedizione, era l'unica vera amica che avesse mai avuto, così si chiarirono e la loro amicizia di rinsaldò.

Le vicende della rivoluzione sono note, basti sapere che la Lamballe seguì sempre la regina sino quando le fu concesso di farlo; ma il Duca di Orleàns ordinò che la principessa venisse separata dalla regina e dopo un processo farsa per tradimento della famiglia reale, venne portata nelle prigioni di La Force; qui grazie alla complicità di un carceriere che si era innamorato di lei (e ai soldi di suo suocero) riesce a evitare di finire tra i 60 che da quel carcere vennero prelevati e morirono sgozzati.
Il giorno dopo però la trasferirono in un altro carcere dal quale non poteva fuggire o sperare nella protezione di qualcuno; necessitava però ai suoi nemici un pretesto per poterla giustiziare, così venne sollevato il popolo che reclamò a gran voce la sua testa.
Alla principessa venne chiesto di giurare fedeltà ai principi della rivoluzione e di giurare odio alla famiglia reale e quest'ultima cosa non poté proprio farla e così venne affidata a un boia che per l'occasione si era ubriacato, temendo di non riuscire a finire il lavoro, il quale prima le diede la mannaia su un sopracciglio e poi lasciò che la donna venisse uccisa in un turbinìo di picche.
Tempo prima aveva chiesto di essere sepolta vicino al marito; non so se questo desiderio venne rispettato perché la testa prese una strada mentre il corpo venne accatastato con gli altri morti della giornata.

La sua vicenda umana trovo che commuova; fu una persona leale, una amica sincera, forse un po' frivola, come tutti nobili suoi pari del resto, ma di certo è un personaggio storico che ispira simpatia e compassione.
A noi piace ricordarcela nei suoi momenti migliori quando coltivava rose nei capelli e nelle parrucche.
Aveva questa mania per le rose per cui in ogni suo ritratto la vediamo con un tripudio di rose nei capelli; certo oggi fanno sorridere certe cofane da primato e ci si domanda anche, dato che il '700 fu il secolo dei profumi per motivi di olezzo, se le rose non avessero per caso attecchito e se la Lamballe non si aggirasse per Versailles come una novella Ofelia Addams.
Ciò che importa è che all'epoca le sue trovate facevano moda e le dame di corte imitavano tutto ciò che lei e la Regina facevano, ecco quindi una carrellata di ritratti della Lamballe e di Maria Antonietta nei loro momenti migliori (e in più le immagini del film di Sofia Coppola)

 

   

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