L'Angolo della Musica
a cura della Leonilde

La Rumba

 

Salve ragazze/i, qui è la vostra Leonilde pronta ad esaminare con voi la Rumba, uno dei balli latino americani forse meno “modaioli” ma sicuramente degni di attenzione e di essere presi in considerazione in quest’angolo musicale molto “alternativo”.

La rumba nasce intorno al 1900, a Cuba, dopo l’abolizione della schiavitù (1878) : grandi masse di uomini e donne di colore lasciarono i campi per approdare alle periferie delle città, per cercare di iniziare una nuova vita. Quindi la Rumba nacque da questi ex-schiavi e questa musica - danza, per gente povera ma libera come loro, divenne un modo di essere sia sociale, che affettivo che religioso.

Per la creazione dei ritmi veniva usato un po’ di tutto:

·        maracas (zucche svuotate, con sassolini dentro), 

·        marimba (rumba box: strumento di percussione), 

·        claves (due bastoncini di legno percossi l'uno contro l'altro),

·        cassoni vuoti che fungevano da tamburi. 

 

Comunque si usava veramente di tutto per dare il ritmo, anche utensili di cucina, etc.
Dal punto di vista della danza il miscuglio di figure inventato prendeva largo spunto da altre danze come quelle africane o da basi di habanera.
Erano preferiti i ritmi veloci nella Rumba e le parti vocali, sempre realizzate al momento, avevano come oggetto la durezza della vita, la vita di tutti i giorni e, ovviamente, l’amore. 

La genesi della Rumba aveva tre parti distinte:

1.      yambù. Era la parte riservata alla dama, dalla base musicale molto lenta. Il tamburo dava il ritmo mentre la melodia era lasciata al coro. La dama eseguiva figure sensuali per dimostrare la sua bellezza e le sue virtu' sia fisiche che domestiche. I cavalieri si alternavano senza avere contatto fisico con la dama.

2.      guaguancò. Vero e proprio rito propiziatorio legato alla fertilità vedeva dama e cavaliere opposti in un sensuale gioco d’amore: il cavaliere, girando intorno alla dama, doveva cercare di arrivare a toccare le parti intime della fanciulla, mentre quest’ultima doveva evitare il “palpeggio” da parte del maschio.

3.      columbia. Su di un ritmo veloce i cavalieri si sfidavano in prove di resistenza e fantasia creativa, il tutto per dimostrare la loro virilità. Il ballo si faceva pesante quando si arrivava alla prova dei coltelli: ogni ballerino si legava alle caviglie dei coltelli molto affilati e danzava secondo un ritmo crescente.

Alcuni studiosi tendono a vedere nelle tre parti descritte balli autonomi dando quindi al termine Rumba la valenza di genere di ballo e non semplicemente come ballo semplice e singolo. 

Comunque nelle tre parti sopra menzionate (yambù, guaguancò e columbia) esistevano due anime ben distinte:

·        L'anima romantica, che ispirava le delicate e sensuali figure coreiche femminili, su ritmi molto lenti (yambù).

·        L'anima aggressiva, che ispirava, su ritmi veloci (guaguancò, columbia):

o       i giochi d'amore, dove agli 'assalti' (corteggiamenti) dei maschi si contrapponevano le risposte ambigue delle femmine, oscillanti tra la dichiarata volontà di difesa e la nascosta, o malcelata, intenzione provocatrice;

o       le competizioni tra maschi, caratterizzate dalla volontà di possesso e di accaparramento delle femmine, secondo il codice ancestrale stabilito dalla natura.  

Questi due anime hanno dato origine a due filoni ben distinti:

·        allo stile rumba/beguine

·        allo stile caraibico

 

Se siete rimasti colpiti ed affascinati dalla trattazione non vi resta che andare a vedere, o meglio ancora a provare, questo ballo latino americano, che saprà riservarvi molte sorprese, parola di Leonilde!

 

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