Incredibilmente l'Amanda
(colei che ha creato e nobilitato questa rubrica) si è fatta viva
in convention, dovendo recensire per "Mondo peluche" un articolo, di cui vi dirò in altra sede,
sull'abbigliamento delle attrici e vi manda a
dire che è fiera di aver fatto parte della piccola ma calorosa famiglia della "Moirazine",
sebbene per poco tempo.
Parlando di convention, vorrei soffermarmi un po' sulla qualità del cibo che ci
viene ammannito e su quella del servizio.
Ormai sono parecchi anni che frequento queste splendide riunioni e vorrei
rendervi partecipi sull'appena trascorsa Deepcon..
La Deepcon è anche conosciuta come Eatcon, ma non tanto per il cibo che ci servono a tavola, quanto per le specialità regionali che gli iscritti si trascinano dietro e distribuiscono ai partecipanti, pronti come avidi predatori davanti alla maxi tavola imbandita.

E' ormai tradizione che il giovedì sera, dopo la cena e la
riunione sociale, ci si butti a capofitto sulle golosità giunte da ogni dove: la
Jessica (Buccino)come ogni anno ha portato e tagliato personalmente la soppressa, la Furica
(Mercurio) ci ha sommerso di formaggelle e vino, Sheldon Pax (il Capalbi non è una moira, ma va
bene lo stesso) ci ha rifornito di dolci provenienti dalla pasticceria di
famiglia e così discorrendo e masticando ^___^
Le foto, sia quelle dei cibi, che quelle dei convitati, non avrebbero bisogno di
commento.
L'Amanda si è esibita nello stappare quante più bottiglie di vino potesse ed è
stata velocissima! La Nanda e io, notoriamente a dieta, abbiamo fatto qualche
strappo qui e là, ma siamo rimaste perlopiù a goderci, io certamente con un pizzico
d'invidia, uno spettacolo simile a quello di uno sciame di cavallette. Per
fortuna che la Furica, previdente, è riuscita a conservare amaretti e formaggelle, che abbiamo
poi offerto ai banchetti, e vino che abbiamo bevuto al nostro
tavolo, preferendolo ai soliti Passerina del Frusinate e Cesanese del Piglio.

A volte alla Deepcon si ha l'impressione che la sala dove si mangia sia la più frequentata in assoluto e per più tempo: non è un'impressione. Si inizia con la colazione, che per molti si protrae tra una chiacchierata e un croissant, un pettegolezzo e una fetta di torta, uno sbadiglio e un piatto di salumi. Non si è fatto in tempo a digerire che ai banchetti il Moira Fan Club e il FSIC offrono ai passanti, acquirenti, offerenti e sofferenti le formaggelle residue e amaretti in quantità. Segue il pranzo, il caffè al bar, di nuovo "dolcetti ai banchetti", la cena.... e gli ospiti sembrano sempre gradire tutto!

Qui sopra si riescono a scorgere, tra le foto del concorso e
l'oggettistica in vendita per beneficenza, anche due bei vassoi ricolmi di
bontà.
La foto seguente non è qui solo per sottolineare la fotogenicità della Calliope
e della Palmira, ma la vicinanza del nostro tavolo a una famigerata
portafinestra. C'è da dire che quest'anno il nostro gruppo è stato additato più
volte: dai camerieri, perché ho avuto a che ridire con uno di loro, un bambinone
con la couperose, senza la minima conoscenza di galateo; e dai commensali, perché
ogni persona che usciva per fumare aveva il vizio, deprecabile, di lasciare la
porta accostata, se non aperta, cosa che non garbava a nessuno, tantomeno alla
Calliope, che si alzava ogni volta per chiuderla, frenando il desiderio di dare
una mandata di chiave ^___^
Ma torniamo al giovane cameriere, reo di avermi lasciato senza il secondo....
andiamo con ordine. Causa dieta, ai pasti ho spesso saltato uno dei primi, se
non entrambi. Ovviamente se si trattava di ravioli al tartufo dicevo di sì, in
caso di pasta al pesto dicevo di no (già l'olio impera nella ricetta, ma quest'anno la
pasta era stata fornita di salvagente per non annegarvici). Quel malaugurato
pasto, non ricordo se fosse un pranzo o una cena, avevo saltato entrambi i
primi, colpevoli di essere o troppo calorici, o a me poco graditi. Attendevo il
secondo con ansia. Il cameriere lo sapeva, perché gli avevo detto no ai primi,
aggiungendo che avrei mangiato solo il secondo. Inizia a servire la Calliope,
passa alla Palmira, alla Cesira, alla Furica, alla Danuska, alla Siffreda, alla
Bimba, alla Nanda... e finisce il secondo nella fiamminga. Inizio a innervosirmi
ma penso: ora mi porterà una fiamminga nuova... invece esce dalla cucina con una
fiamminga di crocchette e inizia a servire il tavolo vicino. Ho perso il mio
tradizionale aplomb e ho protestato con un cameriere che vedo lì da anni e dopo
un bel po', e sottolineo un bel po', ho avuto il secondo, che ormai non ho nemmeno più
apprezzato. Successivamente ogni volta che si avvicinava il cameriere, gli facevo
presente che ero la più vecchia del tavolo e che era il caso iniziasse da me.
Figurarsi, ormai mi odiava ^___^
Comunque il pane era buono. Di quello ne ho mangiato a sufficienza!
Passiamo ai giudizi. Sono anni che molti dicono che alla Deepcon si mangia
benissimo e alla Sticcon malissimo. Anni fa potevo essere d'accordo, ma col
trascorrere del tempo questa forbice tra i pasti Sticcon e i pasti Deepcon ha
iniziato a chiudersi e le differenze, che pur ci sono, sono meno eclatanti. A
Fiuggi da tre anni il livello si è un po' abbassato, a volte la cottura dei
primi non è accuratissima, altre la salatura, il pollo ogni anno è sempre più
crudo (a quanto ho visto nei piatti altrui, io per fortuna non lo mangio) e se
ci sono piatti cucinati molto bene, la media è superiore di non molto alla
sufficienza. Immagino che se ci fosse stato Alessandro Borghese ne avrebbe dette
di tutti i colori... (ndr trattasi dello chef di "Cortesie per gli ospiti" e
"Cuoco gentiluomo")
Peccato, perché all'inizio si mangiava in modo superbo, ogni piatto era cucinato
con cura ed era molto buono. Ora non è che si mangi male, ma avendo assaggiato
pietanze migliori nello stesso albergo ci si chiede il perché della
differenza... cambio del cuoco forse?
Non sono scontenta della qualità in genere, ne' tanto meno della quantità, che è
più che sufficiente, in quanto il personale passa sempre per un bis, ma non vedo
tutta questa differenza tra le due "cucine", ormai. C'è anzi qualche somiglianza allucinante,
come per
esempio nella disposizione delle posate: i coltelli non tagliano mai, ogni volta
mi riprometto di portarmene uno da casa, al massimo ci si può spalmare il burro;
random vengono messe le forchette del pesce per il primo o per il secondo
piatto...
Tra un po' più di due mesi sarò qui a raccontarvi di quante patate abbiano
allietato le pietanze di Bellaria e a riportarvi le considerazioni di chi avrà
letto questo "articolo".
Moira

La Moira e la Bimba