CASABLOG

 

Ci sono moltissime casalinghe che per motivi vari decidono di infilare nella loro vita, tra le mille mila cose che il tenere una casa comporta, anche la stesura di un blog. 

Alcune di loro vengono notate dalle case editrici e hanno la possibilità di vedere pubblicato su carta parte, una parte selezionata, di quanto nel tempo hanno affidato all’etereo mondo di internet. 

Altre semplicemente pubblicano ciò che guardano in televisione, ciò che ascoltano, quello che vivono quotidianamente, perché anche questo è un modo per tenersi vicino ad amici lontani, molto lontani, che non avrebbero altro modo di sentirle e coi quali è impossibile riuscire, nei rari momenti di contatto a tu per tu, ad aggiornare su tutti gli eventi incredibili che ci accadono ogni giorno. 

Altre lo fanno in una lingua che stanno imparando solo per fare esercizio e pratica. 

Non importa per quale motivo lo facciano o cosa le spinge a farlo; ognuna di esse è lodevole e degna di ammirazione, perché la vita della casalinga, care Moire noi lo sappiamo, non ha mai attimi di sosta.

Si inizia già al mattino col convincere la prole che non può stare a fare la muffa sotto le coperte e deve andare a scuola, i mariti in genere fanno vite a sé e raramente aiutano nelle pulizie di casa preferendo passare il proprio tempo in altre attività impegnati; così la casalinga si ritrova a combattere contro la Strega dei Calzini Spaiati, le montagne semoventi di panni da stirare, che per quanto impegno ci si possa mettere continuano a crescere in modo geometrico incuranti dei nostri sforzi per terminarle, oppure le sconfinate terre dei panni da lavare, lande desolate, desolanti e variamente maleodoranti che si perdono sino a dove arriva lo sguardo.

 

Fare la casalinga è come vivere in terra il supplizio di Sisifo perché non importa quanto si faccia, il lavoro svolto sarà sempre una minima parte e l’entropia avrà comunque la meglio, ma consapevoli di questo noi si lotta ugualmente perché la magione resti qualcosa di abitabile e non attiri gli ispettori di igiene. 

Un brutto quadretto? Beh...chi di voi non è stata presa almeno una volta dallo sconforto di fronte al ferro da stiro da una parte, una pila sovrumana di abiti spiegazzati in attesa dall’altra, in una calda giornata di luglio, quando il condizionatore è rotto e i vostri cari iniziano a intrecciare foglie di ficus perché non hanno altri abiti da indossare?  

Elastigirl, http://nonsolomamma.splinder.com/, è sicuramente la casalinga italiana blogger più famosa; vive a Wisteria Lane, come ogni brava casalinga disperata, con tre hobbit maschi e un marito part-time.

Il suo blog è un concentrato di surreale vita quotidiana, alle prese con malattie infantili, domande più o meno imbarazzanti e situazioni davvero complicate. Si legge sempre molto bene perché l’autrice non manca di ironia.
Recentemente è stata anche pubblicata su carta, con una mirabile illustrazione di Silvia Ziche, con una raccolta di vari estratti.
 


 

La Regina dei Tucani, http://reginadeitucani.splinder.com/ , vive in una Canyon oltreatlantico con un marito, J, e un principino che impara due lingue e che combina, come tutti i bambini, dei pasticci.
E’ uno sguardo italiano, perché Regina è una espatriata, sulla vita USA vista da un angolino di mondo nei pressi di Los Angeles
Regina è geek e quindi vi sono spesso citazioni da varie serie televisive; commenta quello che vede in televisione, se c’è o meno qualcosa di interessante...grazie a lei ho scoperto “The Big Bang Theory”, e mi si lasci dire un “bazinga”.

 Melissa, http://melissamuldoon.wordpress.com/ , fa il grafico pubblicitario dal suo studio di casa, ha tre figli, due grandi e uno più piccolo, tiene lezioni d’arte nella scuola del figlio piccolo, ha un marito e un cane; nel tempo libero impara e legge in italiano e scrive il suo blog in italiano perché innamorata della nostra lingua.
Dio solo sa dove trovi il tempo di fare tutto ciò, lei così come le altre sopra citate del resto; eppure dalle nostre scrivanie possiamo iniziare spesso la giornata con un sorriso leggendo delle loro peripezie o delle loro osservazioni su questo o quel fatto. 

Come loro ce ne sono molte altre che raccontano la loro vita quotidiana; sorridiamo per alcuni episodi surreali e per un poco ci dimentichiamo di quanto sia surreale la vita in generale, piena di episodi buffi e bizzarri.
Ci sono poi blog di casalinghe part time, ovvero che devono pigiare il lavoro di casalinga nel lavoro che fanno fuori casa, che diventano famose perché inseguono un progetto. 

E’ il caso di Julie Powell, http://juliepowell.blogspot.com/ , segretaria di una oscura agenzia governativa che fulminata nella metrò di New York decide di completare un progetto; in un anno realizzerà tutte le ricette di un libro di cucina scritto, negli anni ’50, da Julie Child sulla cucina francese.
Il progetto la assorbe completamente e per un anno pugna contro montagne di burro, astici riottosi, il tutto per completare questo progetto...
Il blog diventa un libro e il libro un film con Meryl Streep e Amy Adams.

Ci sono poi schiere di blogger che pur non raggiungendo fama mondiale, mantengono un più o meno nutrito, seguito di lettori affezionati che le seguono nella loro vita e a volte i commentatori di un blog ti sostengono e ti fanno andare avanti perché insieme a te condividono l’assurdità di un evento; è come essere reduci della stessa traumatica esperienza e raccontarla e condividerla aiuta ad affrontarla.
Come fanno a trovare il tempo anche di pubblicare con costanza e assiduità su un blog i loro pensieri e la loro vita, cercando di ritagliare dove possibile il tempo per farlo tra la cena da preparare, i bambini da andare a prendere, la lettiera del gatto da pulire e altre amenità?
La stessa cosa che spinge molti di noi, che magari proprio casalinghe non siamo, ad avere un blog; condividere la nostra esistenza, sapere che non siamo i soli ai quali si rompe l’aspirapolvere nel momento del bisogno o che subiamo le angherie di Murphy. Sapere, insomma, che ci sono altre e altri, là fuori che percepiscono la vita come un’opera buffa che va affrontata con autoironia e umorismo.

Egle

 

 

Un sunto dal "Blogario" della Moira
 

Lunedì

Santa patata, che giornata infernale!
Pensavo di potermi rilassare per bene, col marito lontano da casa, senza posacenere pieni, senza stoviglie sporche artisticamente sparse per la cucina, senza cumuli di calzini negli angoli più impensati della casa, senza la tavoletta del water alzata… pensavo… invece i gatti hanno ritenuto bene di farmi impazzire, tanto che ho passato più tempo col mocio in mano che a farmi la manicure (scandaloso per ogni moira, soprattutto se  casalinga: la manicure è essenziale)!
Non ho avuto nemmeno tempo per chiamare la Iole, e dire che attendevo che mi raccontasse le sue ultime disavventure amorose…
Sono così stanca che non ce la faccio nemmeno a mettermi la maschera all’argilla con aloe e pesca bianca, perché deve star su 20 minuti e rischio di addormentarmi con l’impasto sul viso e di svegliarmi domattina costretta a togliermela con mazzetta e scalpello, che non fanno molto fine tra l’altro. Una cremina al caviale e via, domani andrà meglio...

Mercoledì

Oggi spesa, giusto le cose essenziali: crema per il corpo alla patata americana (un must per ogni vera moira), schiuma da bagno agli oli essenziali di avocado, shampoo allo champagne, smalto fucsia metallizzato,  una cassetta di minerale (pulita dentro, bella fuori?), latte per fare la crème caramel, una scatola di ferrero rocher, ho trovato persino delle lenzuola tigrate da “Jecherche”, l’omnimercato di qui. Ovviamente all’uscita ho beccato il diluvio universale, ma c’era il signor Trentini, quello del piano di sotto, che mi ha dato uno strappo e mi ha anche portato le borse; un vero gentiluomo d’altri tempi, appena appena attempato: “Signora Moira, oggi siete particolarmente bella, più passa il tempo e più splendete”
Sarà la maschera alla visciola che mi sono spalmata stamattina, con una passata di tonico alla rosa canina dopo la pelle diventa rosea come quella d’un bimbo.
Bene così, ho avuto anche il tempo di vedere Dancin' Days, è sempre molto ispirante nel look da discoteca e nelle pettinature fine anni settanta, magari ci scrivo anche un articolo, la Sonia Braga lì è al top moirico.

Giovedì

Sono ancora sotto choc per la pettinatura della Parodi stasera: quella donna non ha il minimo del senso del glamour,  ha quell’eccesso di sobrietà che mi disturba e stasera ha ecceduto. Un completo di un beige che si uniforma alla pelle, senza nemmeno un collierino, una catenina della prima comunione; un rossettino scialbo da zia Sally; una pettinatura stile “mi lavo i capelli in casa da sola e si vede”… mi manca tanto la Gruber alla Rai, anche se adesso ha le labbra a canotto come la Marini e si capisce meno quel che dice.

 

 

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