
Sarà che l'estate vuol dire spesso vacanze, sarà che vacanze vuol dire niente lavoro, molto relax, tempo per divertirsi e pensare....
Cara Elide,mi chiamo Benedetta ma a me, questo nome, ultimamente pare una presa per i fondelli. Ieri il mio ragazzo mi ha lasciata dopo una relazione di due anni, a sentir lui l’ha fatto per non farmi soffrire. «Benny,» m’ha detto, «io ti amo troppo, ti farò soffrire. Sono immaturo, ancora un fanciullo con la sindrome di Peter Pan, lasciami andare, per il tuo bene». Dopo ‘sta manfrina da teatro se n’è andato singhiozzando. Io l’ho sempre sospettato che il Lele fosse un po’ pirla, te lo dico, ma uscirsene così m’ha fatto cader le braccia. Tu mi dirai, “ma figlia mia, allora perché ci sei stata fin adesso”? Facile: è imbottito di soldi che gli escono, con rispetto parlando, da pertugi indicibili. Certo, io sono una ragazza intelligente e così via, ma proprio per questo mi son detta che visto che tiro su ottocento euro al mese a vender verdure, una rapa come lui me la potevo anche far andar bene. Che lui, il Lele, non è mica male, alto e palestrato senza essere tutto un bozzo di muscoli, insomma bello a vedersi. Poi, certo, non è una cima ed è povero di qualità quanto io lo sono di contanti, ma insomma… ho pensato: facciamo fifty fifty, io ci metto il cervello e lui la cartamoneta. Posso passare per una ragazza superficiale, lo so, ma ti assicuro che è tutto molto ragionato. Quanto all’amore, be’… io un’amante ce l’ho già, Claudio, il mio ex moroso, attualmente declassato (o promosso, dipende dai punti di vista) alla qualifica di scopamico. Col Lele c’era un progetto, non una missione quinquennale, ma comunque un piano solido per mettermici insieme, sposarlo, farsi intestare un po’ di roba e poi divorziare. Credimi, se conoscessi il Lele non ti farebbe pena, è tanto antipatico che anche i conigli gli ringhiano a dietro. Cioè, non è cattivo, è solo stronzo, montato e supponente. Cioè, suppone di essere furbo, il pirla. Sta volta, però, ha fatto fessa me. Ma io ho capito, non è da lui quel discorso lì che m’ha fatto, lui a ‘ste cose non ci pensa, perché lui non pensa. Punto. Secondo me c’è lo zampino della Gemma, una della compagnia che s’è appena mollata col moroso, imbottito di grana pure lui, e adesso cerca di attaccarsi al mio bancomat. Eh, no! Me lo sono addestrato, coltivato e tirato su come una rapa che fa le feste e scodinzola, ma è la MIA rapa! Adesso però tocca tornare all’attacco, strapparlo alla Gemma e convincerlo a tornare con me (facendogli credere ch’è stata una sua idea), perché sennò lo scemo si mette con lei solo per cambiare. Lo so che in questi due anni s’è scopato il mondo, non sono scema, però non me ne frega, basta che stia attento e non si prenda niente di brutto. Io, per sicurezza, non gliela do se non vedo i risultati delle analisi. La Gemma però è tanto zoccola che se vede un lampione si sente a casa, e io devo farci i conti. Tu hai qualche suggerimento? Benedetta. Cara Benedetta, direi che te la cavi piuttosto bene da sola. Se quella che potrei definire un’Imprenditrice dell’Amore, o del Matrimonio, visto che quello è il tuo scopo primario. E viste le ristrettezze in cui versa il nostro Paese non so darti torto, poi l’ha detto anche il premier di sposare i ricchi per risolvere la disoccupazione e i problemi di soldi. Intuisco che oltre che brillante devi essere anche una bella ragazza, visto che te la sai giostrare tra ex morosi compiacenti e giovanotti non proprio svegli, perciò direi che puoi procedere facendo affidamento al tuo intelletto brillante a all’atteggiamento disinvolto che ti ha portato fin qui. Mi sento di dirti brava, anche se non dovrei, perché dopotutto – come facevi giustamente notare – il Presidente del Consiglio ha legittimato il titolo matrimoniale d’impresa, o l’impresa ad aggiudicarsi questo titolo. Perciò va avanti per la tua strada, sei tutte noi. Tua, Elide. |
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Cara Elide, ieri sera con lui sarebbe stata la mia prima volta, se non ché non è successo niente. Noi siam stati li un po’, e dai e dai e dai, ma niente. Lui proprio non ne voleva sapere, perciò dopo un’ora e mezza lui era imbarazzato e io non sapevo più che pesci pigliare. Adesso mi sto facendo delle paranoie che non hai idea, sarà stata colpa mia? Avrò sbagliato qualcosa? Sarà lui il problema? C’è qualcosa che non è andato per il verso giusto, e per giusto intendo all’insù e bello fermo, per dire. No, invece niente, dai e dai, s’è fatta una certa ora e io me ne sono andata. Gli ho detto che non era un problema, che capita a tutti, che era l’emozione della prima volta e che possiamo riprovare. Però l’ho visto sconsolato, il signor Bartoletti. Che dici, la prossima volta gli faccio credito? Immacolata72 Cara Immacolata, arguisco che se il signore in questione ha avuto difficoltà con una professionista del tuo calibro, potrebbe trattarsi di un problema fisiologico. Consigliagli – molto gentilmente, mi raccomando – di procurarsi del Viagra (e di non prenderne troppo, per l’amor d’Iddio), così le piccole defaiances dovrebbero risolversi. Tua Elide. |
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Cara Elide, mi chiamo Gian Battista e sono orgoglioso di dirmi ragazzo assennato e di provata moralità. Sono attivo in Comunione Liberazione e con la mia fidanzata, la Beatrice, sosteniamo il valore della castità prima del matrimonio. Sì, appunto, non fosse che ieri sera mio cugino Isidoro m’ha portato a peripatetiche. Io ti giuro, non ero certo uscito con certi intenti, però quando ci siam trovati lì e ‘sto pezzo di nigeriana… oddio, scusami, non so che m’è preso. Comunque avrai capito, la carne è stata debole e ho peccato. Ora sono distrutto dal senso di colpa, non tanto per la Beatrice, che infondo al matrimonio l’importante è che ci arrivi illibata la donna, ma per mio padre che è sempre stato uomo di provata moralità, integerrimo e tutto d’un pezzo. Ti dico solo che suo fratello, lo zio Oreste, è lì lì per diventare Vescovo, pensa cosa direbbero di me, loro così pii e giusti! Aiutami, Elide, portami consiglio e conforto, non oso parlarne in confessionale perché anche il prete m’è parente. Gian Battista Bartoletti. Caro Gian Battista, ti conforti sapere che nessun uomo è perfetto, neanche tuo padre (specie se vado a controllare i timbri postali). Accetta questa tua debolezza e non dare per scontata la tua ragazza, ho paura che ti abbiano insegnato un po’ troppa morale e troppo poco rispetto per le donne. Sarà pur vero che la scelta è un diritto, ma dire che è l’altro sesso a doversi sobbarcare la castità mentre l’uomo, se pecca, è meno grave, significa due cose: mettere le donne su un piedistallo che non hanno chiesto, e dal quale vengono solitamente abbattute a pallettoni al primo sbilanciamento, e dire sostanzialmente che gli uomini sono dei maiali e che se grufolano in giro lo fanno perché sono delle bestie, poveretti. No, caro Gian Battista, piuttosto scopri insieme alla tua fidanzata una parità e una maturità di coppia, e lascia stare papà, che ha altri problemi. Inoltre non hai pensato minimamente che ciò che avrebbe veramente potuto ferire la tua Beatrice è scoprire di essere stata tradita, non il fatto che tu abbia, consentimi, trombato prima di lei. Rifletti anche su questo e diverrai un ragazzo migliore. Tua Elide. |