
Carissime lettrici, in quest’edizione della mia
modesta rubrica di posta abbiamo occasione di affacciarci su un’affascinante
quanto antico dilemma: il triangolo amoroso. Complicazione dei fatti in
questione giungono dall’orgoglio tradito della moglie e dalle confessioni
dell’amante, più una curiosa sorpresa da parte di chi mai ci si aspetterebbe di
sentire in una tale circostanza.
Buona lettura e grazie a tutte voi che mi seguite numerose e affettuose.
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Cara Elide,
la passione può condurre talvolta a scelte
infelici. Ahimè, sono una sciocca! Cadendo nel più trito dei cliché, ho
iniziato una relazione col mio capo. Lui è un uomo sposato, padre di
famiglia e per opinione unanime, quadrato e intransigente. Tutta una
posa, come ho avuto modo di constatare. Tra le mie braccia, si scioglie
come una gelatina al sole, dolce e zuccheroso mi alletta il palato […]
consumando la nostra passione in un talamo di doviziose voluttà. Capirai
bene quanto mi sia difficile rinunciare a lui, eppure il pensiero della
sua famiglia è una lama nel mio seno. Oh, dimmi cara Elide, che posso
fare? Caro Arturo, come hai già sottolineato,
una relazione col proprio capo non è mai una buona idea, tuttavia la
frittata è fatta. Anzi, fossi in te mi guarderei le spalle e leggerei
ben bene la rubrica di questo mese. Ricorda che non c’è furia peggiore
di una donna tradita. Ti consiglio di parlarne col tuo compagno, fargli
presente i rischi e le insidie di una tale relazione e decidere con
maturata consapevolezza. |
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Gentilissima Signorina Elide,
sono una donna sposata, madre di due
ragazzini di 13 e 15 anni. Da anni so che mio marito va per trans, è una
vecchia abitudine e c’ho fatto il callo. Tanto più che mi sbatto
regolarmente quel gran bel manzo di mio cognato, che invece è scapolo e
trombeur de femmes. Adesso però quel gran bastardo di mio marito
ha passato il segno, so che ha una relazione regolare col suo
assistente, uno che di secondo lavoro fa il travestito in un locale del
centro. Ma io dico, e le apparenze!? Lei mi capirà, siamo gente di un
certo livello, perciò viviamo di convenzioni e apparenze. Il fatto che
mio marito s’inchiappetti regolarmente un collega, che a sentir dire in
giro ha anche la bocca più grande del cervello, non mi vede tranquilla.
Neanche un po’. Spinta alla disperazione, pensavo di chiamare i fratelli
Angeletti, che in passato hanno risolto più d’una grana per la mia
famiglia. Loro sono, ecco, dei professionisti. Lei che ne dice, c’è un
modo per sistemare tutto, prima di passare ai rimedi più estremi?
innanzitutto calmiamoci! Pensare a certe vie di fatto non è da signore
quali noi siamo, affronta piuttosto tuo marito e chiedigli ragione del
suo agire. Ricorda che in parte, la responsabilità di questa situazione
che hai tacitamente tollerato per anni, è anche tua. Forse l’occasione
che ti si presenta non è una disfatta o un colpo di grazia al buon nome
della tua famiglia (bel nome, fra parentesi) ma l’opportunità di
chiarire la situazione familiare e di coppia, di appianare ogni menzogna
e ipocrisia di fronte al ragionato buonsenso. Offri a tuo marito
l’occasione di spiegarsi, pungolalo se necessario a fare ammenda dei
suoi tradimenti, ma non ostinarti nell’inutile vendetta. Ricorda se non
altro che ogni pagina di cronaca nera è un impiccio in più per te e i
tuoi cari. Inoltre non prendertela con l’amante del tuo consorte, non è
colpa sua se siete entrambi legati a un uomo che non sa che scarpa
infilarsi la mattina. Mettilo davanti alle sue responsabilità, verso di
te, verso i suoi figli, e anche verso se stesso e l’amante che ha
trascinato in questa faccenda. Sono certa che insieme troverete una
soluzione. |
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Signorina Elide,
Onoratissimi. Siamo due fratelli che
operano nell’ambito delle indagini domestiche, una nostra cliente ci ha
chiesto di pedinare il marito in seguito a sospetti su un presunto
adulterio. L’adulterio c’era, e pure tosto. Abbiamo individuato il
soggetto al café chantant Piuma D’Oro mentre si sbrancicava con un noto
travestito che risponde al nome d’arte di Ginevra Delle Brame. Seguitili,
abbiamo appurato che i due ci davano forsennatamente […] e questo è
quanto. Dettolo alla cliente, questa è come impazzita, iniziando a
blaterare di vendetta, sangue versato, reputazione infangata e altre
cose che non s’è ben capite, dopo mezz’ora di strilli è andata sugli
ultrasuoni. Ora la signora si aspetta che noi s’ammazzi, meni o comunque
arrechi dolore alla Ginevra (e possibilmente anche al marito), ma noi
abbiamo una licenza di investigatori seri e certo non ci mettiamo a
picchiare gente per soldi. Tanto più che la Ginevra è nostro cugino
Arturo, e tra parenti non è mica bello. Lei che dice, come ne veniamo
fuori?
Gentilissimi Fratelli Angeletti, colgo l’occasione per
complimentarmi con voi per l’integerrima professionalità che andate
dimostrando. La furia della vostra cliente è comprensibile, tuttavia
eccessiva. Sono comunque persuasa che troverete il modo di muoverla a
più miti consigli. In fondo, una donna in ambasce prima chiede vendetta
e poi solo amore. Vi consiglio più che altro di vigilare su vostro
cugino che, dovesse trovarsi in una situazione angustiosa, godrebbe
comunque del vostro sostegno e soccorso, laddove ogni cosa dovesse
inaspettatamente precipitare. Abbiate cioè un occhio di riguardo per la
vittima, specie in quanto parente. Dopotutto, persone oneste quali voi
siete, mai vorrebbero venisse arrecato male a un innocente. Portate
pazienza con la vostra cliente, siate gentili con vostro cugino e
ricordate che una persona onesta vale il suo peso in oro. |