
Natale 2011
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Cara Elide, il Natale è alle
porte e la mia faccia pare una decorazione della festa. I brufoli mi
assillano, li copro, li nascondo, li schiaccio… niente! Se metto il fard
o la cipria, poi è peggio. Aiutami, sono disperata, sotto il vischio non
mi bacerà neanche una pantegana.
Cara Rossana,
innanzitutto non coprirli col cerone, la pelle
deve respirare altrimenti butta fuori tutto con quegli antiestetici
crateri. Lavati bene il viso col sapone ogni volta che puoi. Usa anche
prodotti specifici, se noti che questo non basta. Schiacciali solo
quando sono maturi, ma non usare strumenti come pinzette perché finirai
solo col ferirti e peggiorare la situazione, magari procurandoti
un’infezione. Sei spiritosa, e in questo mondo dov’è così difficile
trovare una buona conversazione brillante, una ragazza come te dovrebbe
contare qualche chance – anche se i giovanotti non sono tutti fini
conversatori, o per lo meno non è il loro scopo primario. In ogni caso,
cura la tua pelle come ti ho suggerito e per ogni dubbio consulta un
dermatologo. |
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Cara Elide, sono pazza di
lui. È nei miei pensieri, nel mio cuore, mi guarda dalle pareti della
mia camera, dalle copertine delle riviste che leggo, a volte passo
giornate intere davanti ai soliti DVD solo per stare un po’ con lui. Io
amo Edward Cullen! Il mio ragazzo però non capisce, e se gli dico che lo
vorrei pallido e che cambierei il suo look così e così se la prende
pure, ma io non riesco a farne a meno. Dice che se non la pianto mi
molla, o lui o Edward. Sono combattuta, perché con lui sto bene, ma
Edward lo amo! Cosa devo fare.
Carissima disperata,
capisco le passioni e le infatuazioni giovanili
– e passerò anche sopra alla tua pessima scelta – ma tu devi venirne
fuori! Hai un ragazzo, che con ammirevole pazienza ti sta ancora
accanto, quindi mi domando… come fai a non capire che qui il vero eroe
romantico è lui? Edward non c’è, non esiste, è il parto di un’autrice
poco dotata ma piuttosto furba. Vivi la tua vita e non quella di un
libro. Non sai chi scegliere? Benedetta figliola, c’è solo un Chi in
questa faccenda, il tuo ragazzo. Edward è un Cosa, solo un personaggio
che crescendo dimenticherai o a cui ripenserai con imbarazzo. Metti i
piedi per terra, i vampiri non brillano e le ragazzine crescono. Elide. |
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Cara Elide, tutto è perduto. La mia vita è finita, non rivedrò mai un’altra aurora. Lei mi ha lasciato, tutto è grigio e decade, la morte mi prende il cuore. La mia musa, colei che infiamma i miei versi e il mio spirito, l’altra metà di me ha detto che l’annoio, che mi lascia, che ha già un altro. «Uno che non se la canta e se la suona», dice lei. Io, che da poeta e uomo di lettere soffro ben più d’uno spirito meno sensibile, cado bocconi nelle tenebre. Come, come riemergere? Quando intorno a me si fa l’Abisso, io chiudo gli occhi e prego una Musa ben più alta di sorreggermi. Lascio agli dei la mia preghiera, ch’ella ritorni e ami quella parte di me che è la più sacra al mio cuore. La poesia. Devotamente,
Caro Poeta,
siamo un po’ melodrammatici, eh? Fermo restando
che la tua compagna si sia comportata male tradendoti e poi dicendotelo
in faccia – e quindi non vedo perché la rivorresti indietro, se non per
farti altro male – la prossima volta, metti cinque minuti da parte la
poesia e dalle retta. Non declamare, non rimare, non strafare, stalla
solo ad ascoltare. Ecco, mi hai fatto fare la rima. Sei contento?
Partiamo dal presupposto che noi fanciulle gradiamo uno spirito
sensibile, ma non uno che alzi la glicemia passando dall’orecchio
piuttosto che da un buon dessert. Così come nell’arte ci vuole misura,
lo stesso vale nei rapporti amorosi. Dosa bene la “parte di te che è la
più sacra al tuo cuore” con una più prosaica concretezza. Dammi retta e
vedrai che andrà meglio. |